Nuove sentenze: Vasco vince causa contro costruttore svizzero


Venerdì
SPETTACOLO
Ci sono voluti oltre vent'anni, ma alla fine anche per il signor Rossi è stata fatta giustizia.
Proprio ieri la procura di Parma ha chiuso definitivamente la pratica Edilsole cph, causa che risale al 1985.
Da una parte un rocker che faceva sfaceli in classifica e allo stadio, con la sua poetica immediata e coinvolgente; dall’altra un fiorente cantiere edile della Svizzera italiana, che aveva all’attivo già diversi nuclei di palazzi a Berna e Zurigo e in almeno altre quaranta cittadine confederate.
Da una parte i decibel sputati dalle colonne di amplificatori, dall’altra gli sputi calibrati di migliaia di muratori. E nella lotta impari fra chitarre martellanti e martelli pneumatici, ha avuto la meglio la combriccola del Blasco.
Tutto per colpa di un verso. Come sottolineano i verbali redatti dalle guardie preposte alla raccolta della denuncia:



Il 3 Dicembre del 1985 il commendator Scalorzi Eugenie, impresario, nato a Frejeret il 12.12.1941, recasi presso l’emporio di fiducia Emmentharmony per fare compere di natura natalizia. Fra i vari articoli acquistati dichiara di avere comperato l’ultimo lonplay (errore) longpleid (errore) disco del cantante Rossi Vasco. Il disco titolasi Cosa succede in città. Costituisce uno dei regali appannaggio della di lui figlia, la quindicenne Scalorzi Adelheidi, studentessa frequentante la prima massoneria. Durante la cena di Natale del 24 Dicembre u.s, al momento dello scarto delle strenne, la nutrita famiglia constante di 20 elementi insiste affinché la giovane Scalorzi inserisca il vinile nell’apposito abitacolo per condividerne l’ascolto. Tutto scorre tranquillo fino all’arrivo del brano numero ultimo del lato B titolasi Dormi dormi. Il testo del quale è stato redatto dal succitato cantante, nato a Zocca (Modena) il 06.02.1952. Esso contiene fra le varie parti espliciti riferimenti lesivi della ditta Edilsole c.p.h. (cooperativa pro helvetia) appartenente al succitato commendatore, tra i quali vengono virgolettati da codesto ufficio “Edilsole muore” ed “Edilsole dorme” ritenuti dal titolare dell’impresa minacce inaccettabili e per codesto motivo sporge denuncia.

Tanto è bastato per scatenare le ire elvetiche.

E non sono serviti nel corso degli anni i tentativi di rappacificazione fra l'ufficio stampa dell'artista e la segreteria di Scalorzi. "Incomunicabilità allo stadio primitivo" dicevano i legali modenesi "non si riesce a spiegare che è una frase che significa tutt'altro"

Allora si è tentato con le buone. Ma nemmeno il concerto privato tenuto da Vasco vestito da guardia svizzera in una locanda di Ginevra di proprietà della famiglia Scalorzi ha potuto influire sul ritiro della denuncia.

Inoltre lo stuolo di avvocati della ditta ha cominciato a rincarare la dose, aggiungendo denunce su denunce e sottolineando più volte che il riferimento ad Alfredo nella canzone omonima è uno sfottò al cugino del commendatore, Alfredo Scalorzi, "che non ha colpa alcuna" dicono. Non solo.

Dietro il testo subliminale di Bollicine c'è una chiara intenzione di marketing: "Il signor Rossi" precisava nel 1991 uno dei legali "sta cercando di rilanciare nel mercato la Coca Cola, una delle più agguerrite concorrenti del cioccolato svizzero Scalorzi"

Allo stremo delle forze, in una guerricciola privata che ha affaticato le procure di mezza Europa, è finalmente arrivata la mossa vincente degli italiani, racchiusa in una lettera di scuse:

Egr. Commmendator Scalorzi,
pregandoLa di scusare l'atteggiamento imperdonabile del nostro cliente, che finalmente ha ammesso di aver scritto di suo pugno le parole lesive nei confronti della Edilsole, precisando però che si trattava della ditta Edilsole2000 appartenente ad un suo potenziale avversario italiano di Riva sul Tigello, attendiamo Sue future dimostrazioni:
Certi di farLe cosa gradita Le inviamo un fac-simile di assegno autografato dal nostro cliente e cento copie del Diario di bordo.

"E' valsa la pena tentare" hanno infine chiosato i legali del Blasco, sottolineando la grande cortesia degli svizzeri che hanno immediatamente ritirato la denuncia ed inviato duemila autobiografie della Hunziker.