Basta Così, Grazie


Il Giornale del Nuovo è rosso di vergogna.


Fortunatamente come tanti altri.


Se per giorni e mesi siamo stati volutamente distanti da quello che succede e da quello che i telegiornali ci sbattono in faccia ore pasti, oggi si fa un'eccezione. Spero l'unica per quello che riguarda questo Giornale.


Spero non ci sia più bisogno nei giorni e nei mesi a venire di indossare ancora magliette rosse, di indossare ancora la propria indignazione di fronte a qualcosa di inconcepibile ed incomprensibile, come la presenza di masse opprimenti su masse oppresse. Myanmar è quella che adesso soffre, ma tante altre hanno sofferto e purtroppo soffrono ancora.

Acaruss e il Giornale del Nuovo rinunciano per un giorno alle loro notizie vere da mondi irreali e si schierano a favore della Civiltà contro le dittature di ogni forma e di ogni tempo.

Del resto la Libertà è un movimento che ha inventato chi non ce l'ha.

ACARUSS

Nuove Tragedie: Morto Suicida L'Uomo Suggestionato Dalla Rèclame




GIOVEDI CRONACA: Acaruss


L’autopsia non lascia adito ad ulteriori dubbi.
Mario Rossi, l’uomo balzato alle cronache nel 1984 come l’unico caso di persona completamente suggestionata dalla rèclame televisiva, è morto suicida nella sua casa di Varenzago sul Caseggio, a pochi chilometri da Ripa di Levante.
Un micidiale mix di barbiturici e caramelle la causa del decesso.
Ma già da un po’ di tempo il povero Mario aveva perso il sorriso. “Non parlava più” confessa la moglie “se ne stava zitto zitto in camera sua, davanti al televisore spento”
Una fine da rockstar per un italiano medio – questo il titolo di un prestigioso quotidiano nazionale per sottolineare l’accaduto. E niente di più azzeccato potrebbe dirsi della vita di Mario. Uno che ha sostenuto l’economia del Paese perché sapeva bene che l’economia girava con lui.
“Meriterebbe un busto in piazza” dicono in tanti a Varenzago, mentre davanti al portone di via Mazzini sono stati portati fiori, pupazzi e migliaia di etichette e barattoli con le sue marche preferite.
L’estroso modo di vivere dell’ancor giovane Rossi era stato segnalato da un rotocalco televisivo condotto da Bruno Vespa. A suscitare l’interesse era stata l’ammissione dell’intervistato ad un giornale locale: “Sono andato da Aiazzone per vestire la mia casa” aveva affermato, ricordando i suoi viaggi in bici e torpedone fino a Biella.
Ma non solo. Il signor Rossi aveva fatto costruire una staccionata condominiale solo per testare le capacità atletiche dell’olio Cuore. E per cento mattine aveva aspettato dentro la sua vasca di porcellana che la moglie, al di là della porta, gli chiedesse: “Caro, sei in bagno?” in modo che lui potesse finalmente rispondere: “In bagno? In caldobagno”

(da www.insuperabile.it)

Era una vita movimentata dagli spot, quella del signor Rossi, idraulico a tempo perso. Suggestione e realtà si sono confuse per anni, fra Tutti Pinguino e 160 grammi di bontà in olio d’oliva. Finché qualcosa, sul finire degli anni Novanta, ha cominciato a scricchiolare.
“Una sera è tornato a casa felice” spiega la moglie “come tutte le volte che del resto andava a fare la spesa”
Era il 12 Ottobre del ’95 e Mario Rossi aveva acquistato una confezione-risparmio di Speedy Pizza per uno dei suoi tanti esperimenti. “Voleva vedere se davvero si diventava amici in cinque minuti” ma i risultati disattesero le previsioni. “Aveva invitato una dozzina di persone mai viste, vicini di casa, passanti, guardie giurate” dice la signora fra le lacrime “ma tutti hanno declinato l’invito. Qualcuno gli ha anche detto se era matto o che se ne doveva andare a quel paese”
Un vero colpo, assestato con violenza alla voglia di vivere di Mario e dei suoi sogni. “Ha riprovato con le cingommine che cambiano la vita, ma non c’è stato niente da fare” e nemmeno il tentativo di chiudere due coccinelle dentro l’automobile gli ha potuto restituire la felicità persa “Hanno fatto le uova in macchina e ci si è riempita di insetti” aggiunge ancora.
Così la mattina del 23 Settembre ultimo scorso il povero Rossi si è disteso sul suo letto ingerendo un cocktail di sonniferi, estrogeni e chili di Fruit Joy, riuscendo perfino a non masticarle, insieme ad una manciata di immancabili Morositas che teneva sempre nel taschino sinistro affinché gli rendessero morbida la vita.
Si è creata una folla commossa, composta nella camera ardente allestita per l’occasione nella sua casa. Gente comune ma anche tante personalità dello spettacolo si sono strette attorno alla vedova. Che ha retto all’emozione finché ha potuto prima di sbottare in lacrime al vedere Mastro Lindo in persona sul feretro del povero marito.

Nuove Tendenze: Finalmente In Italia Killing Patricia



MERCOLEDI SOCIETA: Acaruss

Dopo il successo negli States e l’osanna della stampa britannica, arriva anche in Italia il reality più discusso e più seguito dell’anno.
Un programma indubbiamente accattivante grazie all’originalità del format.
Considerate infatti una giovane donna, Patricia X, dove X sta per un qualsiasi cognome dell’elenco telefonico americano. Considerate un potenziale omicida Y, dove Y sta per un qualsiasi cittadino americano che ha il compito di uccidere Patricia.
La posta in gioco è alta ma ad un certo punto, una volta compiuto l’omicidio, presentato il referto del coroner ed interrata la povera vittima, entrano in ballo i veri protagonisti dello show: dieci fra i più grandi detective americani.
I quali hanno già dimostrato che la condanna del killer pretende un lavoro certosino e faticoso che in soli 100 giorni è difficile da riassumere. Niente però è impossibile per i magnifici Ten.
“Se tu vuoi tu puoi” spiega Jessica Fletcher, vincitrice della prima edizione “lo diceva sempre anche mia nonna nella sua casetta del Maine”
Meno poetico ma più efficace il tenente Colombo che infatti ha chiuso la trasmissione dicendo: “Io devo sempre vedere i primi dieci minuti, dove inquadrano l’omicida, altrimenti è un casino”
Mentre il secondo classificato, intervistato col suo inseparabile lecca-lecca, spiega di essersi trovato ad un pelo dalla soluzione. Il tenente Kojak avrebbe infatti asserito in diretta: “Quella vecchia stronza mi ha battuto sul tempo”
Molto distanti dalla verità sono invece risultate le indagini svolte da Beretta, Dupin e da Ralph Supermaxieroe.
Ora si spera nella riuscita anche qui in Italia.
Il suo nome - Killing Patricia – diventerà Uccidendo Maria. E solo una piccola parte di Maria X si è recata all’anagrafe per tentare di cambiare il nome. Cosa peraltro vietata dal regolamento del format.
Molte invece le richieste inviate al centralino per essere selezionate come vittima predestinata, quella che verrà accoltellata dodici volte col celebre pugnale Kniff-up, che ha visto grazie al programma televisivo un’improvvisa impennata di vendite cui è seguita un’improvvisa ondata di omicidi in tutti gli Stati Uniti.


Se l’agnello sacrificale è ancora un ghiotto mistero si fanno già i primi nomi dei papabili protagonisti del reality in Italia: saranno sicuramente della partita il commissario Montalbano (con collegamenti da studio di Camilleri), il maresciallo Rocca, Don Matteo, Don Tonino e Don Backy. Meno inclini all’inchiesta-spettacolo sembrano invece l’ispettore Sarti e Dylan Dog. Esclusione a sorpresa (arrivata addirittura prima dell’inizio della trasmissione) per i team investigativi. Non vedremo pertanto sugli schermi le imprese del distretto di polizia Decimo Tuscolano né quelle della Squadra 6 – 7 – 8.
Questo ha scatenato qualche leggera polemica ma la direzione del programma ha risposto con pacatezza alle mozioni “L’esclusione è semplicemente dovuta al fatto che non possiamo spaccare del tutto i coglioni agli spettatori”
Ultima invettiva quella degli ambienti ecclesiastici che premono affinché venga scelto un nome differente come vittima designata e non Maria. “Per esempio” spiega il delegato Elfani “ci piacerebbe vedere trucidata una che si chiama Samantha, Sharon e tutti questi nomi che viene anche male a battezzare”

Nuove Scoperte: Masturbarsi Rende Invisibili

MARTEDI SCIENZE & TECNOLOGIE: Acaruss


La scoperta dei laboratori delle Università associate di Rodi e Bergen questa volta è a dir poco strabiliante: masturbarsi con costanza potrebbe portare all’invisibilità.
Se i risultati del Comitato Scientifico in questione già altre volte ci avevano sbalordito (
vedi1 e vedi2), mai si era arrivati ad una sentenza così schiacciante sul vecchio modo di pensare.
Niente problemi di cecità, nessun problema di dimagrimento improvviso, nessuna conseguenza sui neuroni, ma addirittura quasi un procedimento alchemico di sgretolamento della materia.

La ricerca, come si evince dal trattato finale, è stata improntata sin dall’inizio sull’universo onanista maschile, ma non è escluso in futuro un approfondimento del tema sul versante-donna della faccenda.
Alcune voci trapelate dagli ambienti scientifici rivelano che comunque l’intera analisi del fenomeno presto arriverà ad una conclusione piuttosto netta (ufficiosamente pare che la masturbazione femminile generi meno matrimoni e più acquisti in negozi specializzati).
Intanto la notizia di cui ci occupiamo, appena rimbalzata sulle più note agenzie di stampa, ha sconcertato anche gli uffici di polizia di mezzo mondo che ora si troverebbero davanti ad una nuova svolta in vecchie, vecchissime indagini.

Infatti potrebbero trovare finalmente risposta alcuni dei casi più misteriosi di adolescenti scomparsi in un passato recente, nel Sussex, in Florida e soprattutto in Brasile.
Così cresce l’attesa per i genitori di Tyler Gustavo Hernani, diciassettenne carioca, giovane promessa del SaudadeFC, che misteriosamente mancò dalla sua cameretta di Copa Cabana la notte del 20 Gennaio 1999; l’inspiegabile avvenimento fermò una nazione che per mesi vide riproporre in tutti i telegiornali l’incredibile scena del mistero: le imposte e gli infissi sbarrati, la luce di una televisione 15 pollici che malinconica riproduce una dopo l’altra immagini indistinte di giovani donne e contatti telefonici.

Benvenuti nell’albergo della solitudine, benvenuti nel mondo degli adolescenti scomparsi.

Nuove Sfide: Il Primo Torneo Di Saponetta Scivolosa

LUNEDI' SPORT: Acaruss

La prima domenica di Ottobre passerà agli annali dello sport italiano come una data storica.

Non di solo calcio pertanto vivrà lo stivale, non di sole due ruote, non di sole supersponsorizzazioni.

A metterci una pietra sopra il vecchio modo di coinvolgersi negli scontri degli eroi nazionali sarà il primo Torneo di Saponetta Scivolosa.

Docce superaccessoriate, diciotto giocatori per squadra e soprattutto nessuna differenza fra titolari e panchinari. Unica determinante del risultato una saponetta piuttosto birichina che volerà di postazione in postazione, di doccia in doccia, di mano in mano, anche se sono ammesse tutte le parti del corpo pur di non farla rovinosamente cascare per terra.

Sarebbe infatti un vero autogol.

Il modo peggiore di passare la domenica? Il momento in cui l'atleta sarà costretto a raccogliere la sfida (e la saponetta) in attesa dell'ingresso in campo dell'allenatore, colui che sarà chiamato a punire l'errore; il più esperto, il più dotato del gruppo.

"Il mister è uno che va fino in fondo" rivela piuttosto preoccupato un giovane virgulto della Bisurati F.C.

L'altro lato della medaglia è del resto costituito da un manipolo di nuovi allenatori disposti a sacrificarsi per la squadra: "Ce la metteremo tutta" sembrano dire in coro.

Pertanto la vecchia pratica nata in caserme e spogliatoi sarà presto il nuovo sport nazionale. Ma per accontentare la fascia più ampia di pubblico verranno create intere trasmissioni ad hoc per l'evento, con collegamenti in diretta dagli spogliatoi e centinaia di telecamere puntate ad altezza di coccige per non perdere i particolari.

Lotta serrata invece fra i produttori di linee di bellezza del Paese e dell'intera Comunità Europea. "Vogliamo fortissimamente essere presenti" ci spiega uno dei potenziali sponsor "e se il nostro marchio sarà quello impresso sulla saponetta che vola potremmo schizzare direttamente al primo posto fra i competitors internazionali"

Già pronta la coppa cannonieri ideata dall'art designer Alberto Ravati e destinata all'allenatore più costante e incisivo: una fiocina dorata.

E allora, mani salde e denti stretti. Sarebbe un vero peccato far trovare sguarnita la difesa.

Ci vuole bravura certo, tonicità dei movimenti, ma anche e soprattutto tanta fortuna, come sembra chiosare Martino M. attaccante dell'Olimpica Futura "E' un gioco in cui per andare avanti ci vuole un culo così"