Mario Rossi, l’uomo balzato alle cronache nel 1984 come l’unico caso di persona completamente suggestionata dalla rèclame televisiva, è morto suicida nella sua casa di Varenzago sul Caseggio, a pochi chilometri da Ripa di Levante.
Un micidiale mix di barbiturici e caramelle la causa del decesso.
Ma già da un po’ di tempo il povero Mario aveva perso il sorriso. “Non parlava più” confessa la moglie “se ne stava zitto zitto in camera sua, davanti al televisore spento”
Una fine da rockstar per un italiano medio – questo il titolo di un prestigioso quotidiano nazionale per sottolineare l’accaduto. E niente di più azzeccato potrebbe dirsi della vita di Mario. Uno che ha sostenuto l’economia del Paese perché sapeva bene che l’economia girava con lui.
“Meriterebbe un busto in piazza” dicono in tanti a Varenzago, mentre davanti al portone di via Mazzini sono stati portati fiori, pupazzi e migliaia di etichette e barattoli con le sue marche preferite.
L’estroso modo di vivere dell’ancor giovane Rossi era stato segnalato da un rotocalco televisivo condotto da Bruno Vespa. A suscitare l’interesse era stata l’ammissione dell’intervistato ad un giornale locale: “Sono andato da Aiazzone per vestire la mia casa” aveva affermato, ricordando i suoi viaggi in bici e torpedone fino a Biella.
Ma non solo. Il signor Rossi aveva fatto costruire una staccionata condominiale solo per testare le capacità atletiche dell’olio Cuore. E per cento mattine aveva aspettato dentro la sua vasca di porcellana che la moglie, al di là della porta, gli chiedesse: “Caro, sei in bagno?” in modo che lui potesse finalmente rispondere: “In bagno? In caldobagno”
(da www.insuperabile.it)
Era una vita movimentata dagli spot, quella del signor Rossi, idraulico a tempo perso. Suggestione e realtà si sono confuse per anni, fra Tutti Pinguino e 160 grammi di bontà in olio d’oliva. Finché qualcosa, sul finire degli anni Novanta, ha cominciato a scricchiolare.
“Una sera è tornato a casa felice” spiega la moglie “come tutte le volte che del resto andava a fare la spesa”
Era il 12 Ottobre del ’95 e Mario Rossi aveva acquistato una confezione-risparmio di Speedy Pizza per uno dei suoi tanti esperimenti. “Voleva vedere se davvero si diventava amici in cinque minuti” ma i risultati disattesero le previsioni. “Aveva invitato una dozzina di persone mai viste, vicini di casa, passanti, guardie giurate” dice la signora fra le lacrime “ma tutti hanno declinato l’invito. Qualcuno gli ha anche detto se era matto o che se ne doveva andare a quel paese”
Un vero colpo, assestato con violenza alla voglia di vivere di Mario e dei suoi sogni. “Ha riprovato con le cingommine che cambiano la vita, ma non c’è stato niente da fare” e nemmeno il tentativo di chiudere due coccinelle dentro l’automobile gli ha potuto restituire la felicità persa “Hanno fatto le uova in macchina e ci si è riempita di insetti” aggiunge ancora.
Così la mattina del 23 Settembre ultimo scorso il povero Rossi si è disteso sul suo letto ingerendo un cocktail di sonniferi, estrogeni e chili di Fruit Joy, riuscendo perfino a non masticarle, insieme ad una manciata di immancabili Morositas che teneva sempre nel taschino sinistro affinché gli rendessero morbida la vita.
Si è creata una folla commossa, composta nella camera ardente allestita per l’occasione nella sua casa. Gente comune ma anche tante personalità dello spettacolo si sono strette attorno alla vedova. Che ha retto all’emozione finché ha potuto prima di sbottare in lacrime al vedere Mastro Lindo in persona sul feretro del povero marito.
